Sui ritorni

Pubblicato il da EveKendall

Sui ritorni

Fin dalla più tenera età sono stata affetta da quella che mia madre definisce "la sindrome della nomade". Per motivi assolutamente inspiegabili il mio più profondo desiderio d'infanzia era quello di non essere a casa. Meglio ancora: di non essere a Napoli.
Bastava dirmi "Si parte" per fare di me una bambina felice. Mio fratello si struggeva al sol pensiero di dover lasciare i suoi giochi, il suo letto, il suo amato topo di stoffa per andare in vacanza. Io mi struggevo al pensiero del ritorno.

Con il passare degli anni la situazione non è cambiata. Ho cominciato a girare su e giù per l'Italia, poi in lungo e in largo per l'Europa, alla ricerca di un paese, una città, un quartiere, un appartamento di cui cadere innamorata a tal punto da decidere di riporre la valigia in cantina, un posto che appagasse la mia smania di partire,un posto che mi venisse spontaneo chiamare "casa".
Adesso che, da qualche tempo, ho piantato le tende sulle rive della Garonne (il senso è chiaramente figurato), curiosamente, di tanto in tanto, mi coglie il desiderio di ripercorrere la mia strada all'inverso, di seguire le tracce di quello che ho perduto scappando qua e là. Voglia di ritornare.

Questi sono i dolcetti della mia infanzia. All'ora della merenda spesso ne trovavo tre o quattro in un piattino sul tavolo della cucina, accanto ad un bicchiere di latte.Mi piacevano perché erano al cocco. Mi davano l'idea di terre lontane.

100 grammi di cocco essiccato grattugiato. 80 grammi di zucchero Mascobado.Due albumi. Due cucchiaiate di farina tipo 110. Sbattere leggermente gli albumi con lo zucchero, poi aggiungere la farina e il cocco. Lasciar riposare in frigo una mezz'ora, poi farne tante palline della taglia di una noce. Infornare a 180°per un quarto d'ora.

Buona domenica.

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