Sul venerdì (altrimenti detto: spaghettini di soia con verdure)

Pubblicato il da EvaKendall

Ci sono venerdì lavorativi amichevoli, di quelli che scorrono via lievi, con una sbirciata furtiva all'orologio di tanto in tanto (che fa tanto scuola,grembiule bianco e quaderno a quadrettoni), un caffè sorseggiato in compagnia di un collega simpatico, qualche pensiero divagante sui progetti serali. Poco lavoro, poca gente in giro; il clima è mite, il sole tiepido, chi può è già scappato, fuori città per il weekend o sul fiume a godersi un po'di tepore; chi non può cerca di farsi notare il meno possibile per sgusciare via alle 18 in punto. Si cammina con le gambe leggere tra i corridoi, si sbircia negli uffici semivuoti, si battono i tasti del computer con delicatezza, senza fretta.Si inforca il soprabito,il sole è ancora alto, è piacevole fare quattro passi verso la fermata; il tram è più silenzioso del solito, ci si incanta a guardare qualche vecchina in bici o una coppietta in tandem. Si imbastisce un pasto veloce, con insalata e pollo arrosto,un paio di bicchieri di Gaillac rosé. Si cena in balcone ascoltando Miles Davis e annusando l'odore delle magnolie in fiore. Poi ci sono gli altri venerdì. Quelli che cominciano male e finiscono peggio, con una sveglia che non è mai suonata,con la pioggia battente e la macchina in panne, con i colleghi ingrugniti e l'intero globo terrestre che ha premura di sistemare le proprie vicende esistenziali prima che la settimana finisca. Ci si aggira per gli uffici carichi di ingiustificato astio nei confronti di chicchessia, il pensiero va costantemente al sabato di straordinari che attende alle porte e la macchina del caffè eroga solo ed esclusivamente acqua scaldata. Il tram delle 19.27 è stracolmo di gente infreddolita, dai finestrini si vedono solo auto imbottigliate nel traffico a perdita d'occhio.Giunti finalmente a casa, la pizza consegnata a domicilio è l'unica cena che si possa mai concepire. Purtroppo il venerdì del 2° tipo è un destino che tocca (con le varianti del caso)a noi tutti almeno una volta al mese (più raramente per i più fortunati, più frequentemente per gli sfigati come me), e non starò qui a spiegarvi la vanità dei tentativi di opporsi all'ineffabile destino del venerdì "nero". Per la carton-pizza, invece, l'alternativa ce l'ho. Basta avere in frigo (o in freezer) un po'di verdure, miste, quelle che più vi aggradano (cavolo verza e carote?bene!cavoli e broccoli?benissimo! peperoni e zucchine? super!) e in dispensa un pacco di spaghettini di soia (o di soba, o di noodles, o vermicelli di riso...insomma, anche qui, fate voi). Preparate un brodino vegetale con patata, carota, sedano eccetera (o usate il non ortodossissimo ma praticissimo dado vegetale bio, come ho fatto io), fateci scottare le vostre verdure tagliate a pezzetti;nel frattempo lessate gli spaghettini e riscaldate una padella antiaderente. Buttateci le verdure scolate del brodo, gli spaghetti con mezzo mestolo di brodo, fate saltare tutto a fuoco vivace per qualche minuto e aggiungete qualche goccia di salsa di soia e un pizzico di peperoncino di cayenne in polvere. Dividete nei piatti e aggiungete un mestolo di brodo caldo su ogni piatto. Gustate caldissimo. (Ps: almeno gli straordinari oggi me li son risparmiati...)

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